Lo hanno appena ricordato, invano,
scienziati come Jean-Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina (e da noi lo
stesso Pietro Luigi Garavelli, primario infettivologo a Novara). Tutto inutile:
si procede dritti verso il disastro. Lo dimostra il caso di Israele: i
ricoverati sono in gran parte vaccinati. Presto spiegato: è proprio la
diffusione degli inoculi a spingere il virus a mutare, aggirando le difese.
Inoltre: si continua a finire all’ospedale solo quando non si viene curati per
tempo, a casa, con farmaci ordinari che – ormai è accertato – funzionano
benissimo. L’unica domanda da farsi, a questo punto, sembra essere la seguente:
perché imporre la pozione-Covid (per giunta, chiamandola “vaccino”), quando
l’unico effetto tangibile che pare garantire da subito è la sottomissione della
popolazione, accertata la sua completa inutilità sul piano epidemiologico? Chi
punta il dito contro la bulimia di Big Pharma e il suo immenso potere
corruttivo esercitato da decenni sul sistema sanitario occidentale,
probabilmente, coglie solo un aspetto solo consequenziale dell’operazione in
corso, che non ha precedenti.
Una situazione come quella attuale era
stata prevista, anni fa, da svariati esponenti dell’élite: di recente, nella trasmissione
web-streaming “L’Orizzonte degli Eventi”, Tom Bosco ha ricordato che il
fantasma del lockdown comparve già in un paper ufficiale della Fondazione
Rockefeller, nel lontano 2010. Gli ispiratori di network come la Fabian Society
(in cui milita anche l’oscuro Roberto Speranza, ministro della sanità con Conte
e con Draghi) sono notoriamente ossessionati dal “problema” del boom
demografico mondiale, cavallo di battaglia – dal dopoguerra – degli apprendisti
stregoni del Club di Roma, specializzati nella fabbricazione dell’ecologismo
catastrofistico. Un paradigma fondato su calcoli regolarmente rivelatisi
sbagliati, come ha fatto più volte notare un libero pensatore come l’economista
Nino Galloni: chi teme lo sviluppo economico, demonizzandolo, trascura la
variabile – determinante – del progresso tecnologico, che può sempre basarsi
sull’adozione di saperi avanzati, capaci di ridurre l’impatto ambientale e lo
stesso prelievo delle risorse naturali.
C’è chi rileva come il Green New Deal
(l’auto elettrica, per esempio) finirà con l’aggravare enormenente la pressione
sull’ecosistema, dato l’aumento esponenziale della necessità di materiali
preziosi e altamente inquinanti: il bilancio finale potrebbe essere peggiore di
quello oggi condizionato dall’abuso di fonti fossili. Eppure, in un pianeta che
si è puntualmente riscaldato e raffreddato in modo repentino, anche nella storia recente, grazie all’effetto dei
potentissimi influssi solari, milioni di persone hanno dato credito alla teoria
del ruolo umano nelle modificazioni climatiche: ipotesi contrabbandata per
certezza “religiosa” grazie a una testimonial spuntata in apparenza dal nulla
(Greta Thunberg), in realtà pienamente sorretta dal mainstream media e dall’establishment finanziario
dell’Occidente, che ha foraggiato i climatologi “ideologici” dell’Ipcc Panel
dell’Onu, presentandoli come nuovi, indiscutibili sacerdoti della verità
(benché smentiti da 500 tra i massimi specialisti mondiali del settore, inclusi
Premi Nobel).
Come stupirsi, se oggi la maggioranza
“crede” alla pozione magica come unica possibile arma contro il terribile
Covid, altrimenti inaffrontabile? Abbiamo creduto a tutto: ai Bush e a Obama,
al terrorismo “islamico”, al potere dello spread e allo spettro del debito
pubblico come catastrofe, come colpa nazionale. Abbiamo creduto alla improvvisa
necessità dell’obbligo vaccinale, persino neonatale, per malattie come il
morbillo. Abbiamo creduto a Greta, a Fazio, a Burioni (a Speranza,
addirittura). Logico che la sorte ci riservi il ricatto finale: quote di
residua libertà vincolate al Tso, in una Società del Controllo prodotta dal
capitalismo della sorveglianza, sempre più sinistramente zootecnico, secondo il
modello che sempre l’Occidente ha fatto brevettare, su commissione, da paesi
come Singapore e soprattutto la Cina. Alla legge medievale del “green pass”,
basata sulla più spudorata frode sanitaria, si sottraggono per ora Germania, Spagna e Gran Bretagna. Ma il virus
che uccide la libertà serpeggia quasi ovunque, in Europa, a macchia di leopardo.
Del resto, in un mondo strettamente
interconnesso, basta l’inaudita coercizione inaugurata da un governo-canaglia
(o magari due, quello francese e quello italiano) per trasformare in prassi la
degradazione “carceraria” della vita sociale, che finisce per fare terra
bruciata attorno a quelli che Alberto Zangrillo chiama “asini”, cioè i
refrattari al trattamento genico obbligatorio. Il medico di Berlusconi stima
che i somari siano il 20% della popolazione italiana; secondo altre
valutazioni, gli italiani ribelli sarebbero uno su tre. Molti di loro saranno
costretti, con la forza, a sottoporsi a un ricatto imposto con la menzogna:
pena, la perdita del posto di lavoro o la possibilità di frequentare corsi
all’università. A tutti gli altri “asini” sarà vietato l’accesso a bar a
ristoranti, musei, cinema, palestre, discoteche, concerti, stradi, treni. Sta
quindi per nascere ufficialmente un’umanità di serie B, cui sembra mancare solo
la stella gialla al braccio.
E’ un’umanità completamente tradita
dalla politica e abbandonata a se stessa: nessun movimento, oggi, sembra in grado di
organizzare una risposta adeguata alla spettacolare gravità della situazione,
che se non altro – come rileva l’alchimista Michele Giovagnoli – mostra per
intero la reale nudità del sovrano, in tutto il suo squallore antidemocratico.
Per Giovagnoli, a questa quota di società resta una estrema, drastica chance:
resistere e boicottare chiunque si pieghi al regime sanitario, facendo pesare
giorno per giorno la propria capacità di astenersi da determinati consumi, e
ingaggiando in tal mondo un braccio di ferro, nonviolento, in grado di limitare
lo strapotere dell’abuso. Una cosa l’hanno già imparata, gli “asini”: nessuno
li ha difesi. Se i medici come Giuseppe De Donno hanno pagato con la vita il
loro coraggio civile e professionale, nessuno – di quelli che presidiano
la politica – ha saputo battersi per evitare
che la democrazia italiana arrivasse a subire anche lo scempio del Tso.
Guerra alla libertà, sulla base di un equivoco: presentare la pozione genica
sperimentale anti-Covid come se fosse un vero vaccino, e come se il preparato
(che sta generando percentuali imbarazzanti di reazioni avverse) fosse davvero
efficace per proteggere il corpo, o addirittura per limitare i contagi, quando
è invece notorio che la persona che ha subito l’inoculo resta regolarmente
contagiabile e quindi contagiosa: inclusi i medici, gli infermieri, gli
insegnanti e gli studenti che il governo Draghi ha brutalmente costretto a
sottoporsi al trattamento sanitario obbligatorio. La premessa: vengono
solennemente ignorate le cure messe a punto dai migliori medici, da ormai un
anno. Terapie che, nel caso, consentono di risolvere il problema in pochi
giorni, da casa, senza ricorrere al ricovero in ospedale. Altro corollario
increscioso: viene ignorata l’indicazione di uno dei padri della medicina
moderna, Albert Sabin (inventore del vaccino antipolio), secondo cui è
letteralmente un suicidio procedere con una campagna vaccinale mentre
l’epidemia è in corso.
Lo hanno appena ricordato, invano,
scienziati come Jean-Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina (e da noi lo
stesso Pietro Luigi Garavelli, primario infettivologo a Novara). Tutto inutile:
si procede dritti verso il disastro. Lo dimostra il caso di Israele: i
ricoverati sono in gran parte vaccinati. Presto spiegato: è proprio la
diffusione degli inoculi a spingere il virus a mutare, aggirando le difese.
Inoltre: si continua a finire all’ospedale solo quando non si viene curati per
tempo, a casa, con farmaci ordinari che – ormai è accertato – funzionano
benissimo. L’unica domanda da farsi, a questo punto, sembra essere la seguente:
perché imporre la pozione-Covid (per giunta, chiamandola “vaccino”), quando
l’unico effetto tangibile che pare garantire da subito è la sottomissione della
popolazione, accertata la sua completa inutilità sul piano epidemiologico? Chi
punta il dito contro la bulimia di Big Pharma e il suo immenso potere
corruttivo esercitato da decenni sul sistema sanitario occidentale,
probabilmente, coglie un aspetto solo consequenziale dell’operazione in corso,
che non ha precedenti.
Una situazione come quella attuale era
stata prevista, anni fa, da svariati esponenti dell’élite: di recente, nella
trasmissione web-streaming “L’Orizzonte degli
Eventi”, Tom Bosco ha ricordato che il fantasma del lockdown
comparve già in un paper ufficiale della Fondazione Rockefeller, nel lontano
2010. Gli ispiratori di network come la Fabian Society (in cui milita anche
l’oscuro Roberto Speranza, ministro della sanità con Conte e con Draghi) sono
notoriamente ossessionati dal “problema” del boom demografico mondiale, cavallo
di battaglia – dal dopoguerra – degli apprendisti stregoni del Club di Roma,
specializzati nella fabbricazione dell’ecologismo catastrofistico. Un paradigma
fondato su calcoli regolarmente rivelatisi sbagliati, come ha fatto più volte
notare un libero pensatore come l’economista Nino Galloni: chi teme lo sviluppo
economico, demonizzandolo, trascura la variabile – determinante – del progresso
tecnologico, che può sempre basarsi sull’adozione di saperi avanzati, capaci di
ridurre l’impatto ambientale e lo stesso prelievo delle risorse naturali.
Poi c’è chi rileva come il Green New
Deal (l’auto elettrica, per esempio) finirà con l’aggravare enormemente la
pressione sull’ecosistema, dato l’aumento esponenziale della necessità di
materiali preziosi e altamente inquinanti: il bilancio finale potrebbe essere
peggiore di quello oggi condizionato dall’abuso di fonti fossili. Eppure, in un
pianeta che si è puntualmente riscaldato e raffreddato in modo repentino, anche
nella storia recente, grazie all’effetto dei potentissimi influssi solari, milioni
di persone hanno dato credito alla teoria del ruolo umano nelle modificazioni
climatiche: ipotesi contrabbandata per certezza “religiosa” grazie a una
testimonial spuntata in apparenza dal nulla (Greta Thunberg), in realtà
pienamente sorretta dal mainstream media e dall’establishment finanziario dell’Occidente, che ha foraggiato i
climatologi “ideologici” dell’Ipcc Panel dell’Onu, presentandoli come nuovi,
indiscutibili sacerdoti della verità (benché smentiti da 500 tra i massimi
specialisti mondiali del settore, inclusi Premi Nobel).
Come stupirsi, se oggi la maggioranza
“crede” alla pozione magica come unica possibile arma contro il terribile
Covid, altrimenti inaffrontabile? Abbiamo creduto a tutto: ai Bush e a Obama,
al terrorismo “islamico”, al potere dello spread e allo spettro del debito
pubblico come catastrofe, come colpa nazionale. Abbiamo creduto alla improvvisa
necessità dell’obbligo vaccinale, persino neonatale, per malattie come il
morbillo. Abbiamo creduto a Greta, a Fazio, a Burioni (a Speranza,
addirittura). Logico che la sorte ci riservi il ricatto finale: quote di
residua libertà vincolate al Tso (Trattamento Sanitario Obbligatorio), in una
Società del Controllo prodotta dal capitalismo della sorveglianza, sempre più
sinistramente zootecnico, secondo il modello che sempre l’Occidente ha fatto
brevettare, su commissione, da paesi come Singapore e soprattutto la Cina. Alla
legge medievale del “green pass”, basata sulla più spudorata frode sanitaria,
si sottraggono per ora Germania, Spagna e Gran Bretagna. Ma il virus politico che uccide la libertà
serpeggia quasi ovunque, in
Europa, a macchia di leopardo.
Basta l’inaudita coercizione inaugurata
da un governo-canaglia (o magari due, quello francese e quello italiano) per
trasformare in prassi la degradazione “carceraria” della vita sociale, che
finisce per fare terra bruciata attorno a quelli che Alberto Zangrillo
chiama “asini”, cioè i refrattari al trattamento genico obbligatorio. Il medico
di Berlusconi stima che i somari siano il 20% della popolazione italiana;
secondo altre valutazioni, gli italiani ribelli sarebbero uno su tre. Molti di
loro saranno costretti, con la forza, a sottoporsi a un ricatto imposto con la
menzogna: pena, la perdita del posto di lavoro o la possibilità di frequentare
corsi all’università. A tutti gli altri “asini” sarà vietato l’accesso a bar a
ristoranti, musei, cinema, palestre, discoteche, concerti, stadi, treni. Sta
quindi per nascere ufficialmente un’umanità di serie B, cui sembra mancare solo
la stella gialla al braccio.
E’ un’umanità completamente tradita dalla politica e abbandonata a se stessa: nessun movimento, oggi, sembra in grado di organizzare una risposta adeguata alla spettacolare gravità della situazione, che se non altro – come rileva l’alchimista Michele Giovagnoli – mostra per intero la reale nudità del sovrano, in tutto il suo squallore antidemocratico. Per Giovagnoli, a questa quota di società resta una estrema, drastica chance: resistere e boicottare chiunque si pieghi al regime sanitario, facendo pesare giorno per giorno la propria capacità di astenersi da determinati consumi e ingaggiando in tal mondo un braccio di ferro, nonviolento, in grado di limitare lo strapotere dell’abuso. Una cosa l’hanno già imparata, gli “asini”: nessuno li ha difesi. Se i medici come Giuseppe De Donno hanno pagato con la vita il loro coraggio civile e professionale, non uno – di quelli che presidiano la politica – ha saputo battersi efficacemente per evitare che la democrazia italiana arrivasse a subire anche lo scempio del Tso (Trattamento Sanitario Obbligatorio).
Da Libre Idee del15/08/2021
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